Il lato oscuro delle vacanze. Quando le ferie si accompagnano ad emozioni negative.


Per molti estate significa vacanze in arrivo. Nel quotidiano siamo immersi nelle responsabilità familiari e lavorative (o scolastiche), facciamo i salti mortali per incastrare impegni e scadenze; per questi motivi, il pensiero comune associa la parola “vacanze” ad emozioni positive. Questo termine spesso evoca l’immagine di luoghi incantevoli, l’idea di relax e nuove avventure. Eppure non per tutti le vacanze costituiscono un momento tanto agognato e gioioso; esse possono anzi essere temute e accompagnarsi a valenze negative.


Quali sono i principali motivi per cui le vacanze presentano, talvolta, un lato più oscuro?

  • Le vacanze ci costringono ad abbandonare momentaneamente la nostra “comfort zone” (condizione routinaria all’interno della quale tutto appare familiare, conosciuto e che esclude il senso di minaccia e di ignoto) per andare incontro a qualcosa che costituisce, almeno in parte, una novità. Ci si chiede spesso se tutto andrà come desiderato, si anticipa con il pensiero ciò che potrebbe andare storto figurandosi potenziali scenari catastrofici (rimuginio) e l’ansia può prendere il sopravvento.

  • Si tratta di un periodo poco strutturato, nel quale è più facile che emergano emozioni e ricordi dolorosi o pensieri spiacevoli. In molte persone, durante le vacanze, si acuiscono i sentimenti di solitudine, può farsi strada il ricordo di persone che non fanno più parte della nostra vita (a causa di lutti o separazioni), ci si può sentire “vuoti” e ci si trova a pensare ai problemi che ci affliggono.

  • Le ferie, qualora si abiti lontani da casa, costituiscono spesso un’occasione di rientro: mentre per alcune persone tornare dalla propria famiglia o nei luoghi in cui si è vissuto significa ricaricare le energie nel proprio “nido”, per altre potrebbe significare un maggior contatto con stimoli in grado di rievocare ricordi dolorosi o dover fronteggiare, ancora nel presente, dinamiche poco funzionali.


Quando le vacanze si accompagnano ad ansia, paura, sentimenti di tristezza profonda o di vuoto, spesso si prova vergogna, ci si sente difettosi o strani. Si cade nel tranello del giudizio e dell’autocritica: non ci si capacita di come un evento che “rende felici tutti” possa causare dolore ed essere vissuto come problematico, si avverte una pressione a comportarsi come se nulla fosse, come se tutto andasse bene, sentendosi così ancora più soli, disperati e incompresi.


Come si potrebbe gestire questo momento?

Il primo passo per gestire il momento delle vacanze e le difficoltà che comporta è, innanzitutto, quello di non giudicare se stessi per ciò che si sta provando. Tutte le emozioni sono assolutamente legittime e ci forniscono informazioni preziose circa il significato che certi eventi hanno per noi. Inoltre, non si è affatto soli: per molte persone le vacanze si accompagnano ad una serie di difficoltà, anche se queste possono avere origini diverse. Può essere utile ricordarsi che il problema non è la vacanza di per sé, ma ciò che essa rappresenta (allentare il controllo, passare più tempo da soli, lasciare la certezza della routine, ricordi connessi a determinate situazioni ecc.). Avere in mente questo può aiutare ad essere più consapevoli delle situazioni che potrebbero innescare il nostro disagio, elaborando così un piano d’azione che ci permetta di affrontarle in modo più funzionale.

  • Se si è consapevoli del fatto che il disagio prende la forma del rimuginio e dell’ansia, quando qualcosa si allontana dalla routine, può essere utile riconoscere tale trappola e fare in modo che non ci annienti, costringendoci a rinunciare ai nostri piani. Sebbene evitare di partire, di affrontare la novità sembri un ottimo antidoto contro la paura di ciò che non conosciamo e non possiamo prevedere, sul lungo termine non farà altro che rafforzare l’idea che ci sia davvero da temere qualcosa quando ci sia allontana dalla “comfort zone”. Inoltre, si sarà più portati ad evitare altre situazioni nuove in futuro, poiché il nostro cervello registra il profondo ma fugace sollievo che si ha nel momento in cui si evita, si rinuncia ad affrontare la situazione temuta. Inoltre, potrebbe essere utile cercare di prevenire la crescita esponenziale dell’ansia, ricorrendo a tecniche di rilassamento, qualora si padroneggino tali strategie.

  • Se le difficoltà riguardano emozioni, convinzioni, ricordi dolorosi evocanti da situazioni specifiche della vacanza, potrebbe essere d’aiuto pianificare in modo pro-attivo come passare le ferie, facendo attenzione a bilanciare i momenti più difficoltosi con attività che forniscano senso di sicurezza, soddisfazione e piacere. Prendersi cura di sé e sintonizzarsi sui propri bisogni in questo caso è davvero fondamentale!

  • Se la cosa più difficile da affrontare è il senso di solitudine e/o di vuoto, è importante sforzarsi di programmare in anticipo attività piacevoli e sane con le quali tenersi occupati. Si può scegliere di andare in qualche luogo che incuriosisce (anche se ci si va da soli), mettendo in atto piani attivi, invece di rimanere a casa lasciandosi sopraffare dal senso di solitudine. Se in un certo momento non possiamo godere della compagnia di altri, ciò non significa necessariamente doversi sentire soli!

Il malessere da vacanze può essere un disagio passeggero, in altri casi può essere segnale di ferite, più o meno antiche, che faticano a rimarginarsi e richiede pertanto maggiore attenzione e cautela. I semplici consigli pratici dati non pretendono in alcun modo di risolvere le problematiche all’origine del disagio, ma possono essere degli spunti per gestire situazioni di emergenza, riservandosi la possibilità di occuparsi delle cause a monte in un secondo momento.

©2018 - 2019 Psicologa Milano - Dott.ssa Verdiana Valagussa

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